Free Software Foundation, Creative Commmons e condivisione del sapere

Free Software Foundation (FSF), traducendo testualmente, sta per “Fondazione del Software Libero”, è un’organizzazione fondata nel 1985 da un programmatore informatico mosso dallo spirito hacker, tanto da autodefinirsi “l’ultimo degli hacker”, lo statunitense Richard Stallman, i cui obiettivi sono appunto quelli di sostenere la libera circolazione dei programmi applicativi che vengono eseguiti sui computer attraverso la promozione del progetto denominato “GNU”.

GNU è un acronimo ricorsivo (un acronimo che contiene se stesso) e sta per “is Not Unix” o meglio: “GNU’s Not Unix”. Il nome è dovuto al fatto che questo progetto, avviato dallo stesso Richard Stallman due anni prima della FSF, è stato inspirato dallo sviluppo di Unix, uno dei primi sistemi operativi realizzati. Nel 1991 il finlandese Linus Torvalds, implementando i componenti del progetto GNU nel software da lui programmato, sviluppò il famigerato Linux, un sistema operativo alternativo ai concorrenti Windows, Mac o IBM, installabile gratuitamente e, nonostante il fatto di essere distribuito liberamente, altamente competitivo rispetto ai suoi antagonisti commerciali.

La Creative Commmons (letteralmente: “Comunità Creativa”) è un’associazione no-profit fondata al fine di promuovere la libera diffusione delle opere creative. La nascita ufficiale di questa organizzazione risale al 2001 e vede come promotore Lawrence Lessig, giurista statunitense noto per essere l’autore del saggio Free Culture (“Cultura Libera”), disponibile qui in versione italiana in formato pdf.

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Tutte le iniziative sopra menzionate sono alimentate dallo spirito associativo che le caratterizza e hanno lo scopo di consentire il più ampio accesso possibile alla fruizione di beni culturali da parte della società civile, preservando comunque i diritti di proprietà degli artefici di tali oggetti culturali. Essendo stati questi oggetti (come ad esempio film, opere pittoriche o libri) tramutati in dati digitali, in modo da poter essere interpretati dai computer e raggiungibili mediante le connessioni a internet, l’attenzione verso queste tematiche giuridiche è per forza di cose scaturita dalla sfera strettamente informatica.

E’ bene evidenziare come l’evoluzione del concetto di “software libero” abbia nel tempo innescato processi paralleli come quello dell’Open Source, che, pur essendo basato su principi etici un po’ differenti, pone comunque al centro della sua elaborazione la libera distribuzione/circolazione del software.

Secondo Richard Stallman e la Free Software Foundation da lui fondata, un software si può definire libero solo se garantisce quattro “libertà fondamentali”:

  1. Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo.
  2. Libertà di studiare il programma e modificarlo.
  3. Libertà di ridistribuire copie del programma in modo da aiutare il prossimo.
  4. Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.

 

Approfondimenti

Differenza tra software libero e open source [wikipedia]

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